lifelong learning:
le persone al centro
Verso un nuovo contratto sociale, basato sull’unicità di massa.

Il contratto sociale del XX secolo – con la sua istruzione standardizzata, i mercati del lavoro non trasparenti, le aspettative di lavoro per la vita, i tirocini degli studenti e gli stage – rende praticamente impossibile superare il disallineamento delle competenze. Creare la distribuzione uniforme del capitale umano necessario per risolvere questa criticità richiederà a tutti – lavoratori, professionisti, sistema educativo, mercato del lavoro e governi – di creare un nuovo contratto sociale, basato sull’unicità di massa.

Ciò significa creare condizioni che consentano alle persone di scegliere dove e come impiegare il proprio tempo e le proprie competenze, nonché dove concentrare la propria formazione e sviluppo. Ovvero significa fornire competenze e conoscenze che consentano loro di adattarsi alle mutevoli esigenze della società.

Ciascun attore del sistema gioca un ruolo specifico:

  • Le persone devono assumersi la responsabilità del proprio sviluppo professionale in modo che possano scegliere i loro percorsi di carriera e liberare il loro pieno potenziale.
  • Il sistema educativo dovrebbe agire da mediatore tra i datori di lavoro, il governo e gli individui, fornendo ai potenziali dipendenti e lavoratori un “kit” completo di strumenti per la formazione permanente personalizzata e offrendo nuove modalità di formazione che tengano conto delle esigenze in continua evoluzione della società e dei mercati.
  • I datori di lavoro dovrebbero selezionare i dipendenti sulla base delle loro capacità e del quadro di valori. E dovrebbero fornire opportunità di autorealizzazione personale sul posto di lavoro, considerando i valori dei singoli lavoratori come un vantaggio competitivo che sostiene la loro crescita personale e professionale.
  • I governi dovrebbero garantire a tutti un accesso uguale, aperto e personalizzato allo sviluppo e alle opportunità di lavoro e realizzazione.

Lifelong learning

I lavoratori del futuro devono apprendere continuamente per rimanere appetibili nel mercato, aggiornare le prestazioni durante il cambiamento tecnologico in corso e formarsi per attività che ancora non esistono.
Un approccio incentrato sull’uomo aiuta i lavoratori di oggi a iniziare a prepararsi per le sfide future e consente a tutti i lavoratori di acquisire un set di competenze fondamentali che include capacità di comunicazione, lavoro di squadra, risoluzione dei problemi, pianificazione e apprendimento, consentendo loro di lavorare in condizioni di incertezza e di grandi cambiamenti.
Lo sviluppo professionale dovrebbe continuare per tutta la vita, seguendo percorsi e traiettorie individuali.

Nel frattempo, le fonti della motivazione individuale devono cambiare. In passato, la responsabilità per lo sviluppo professionale di un individuo era assegnata ai datori di lavoro e allo Stato. Il mondo di oggi richiede dipendenti motivati ​​ad assumersi la responsabilità della propria crescita personale, in termini non solo di apprendimento ma anche di crescita individuale.

Per questo motivo è anzitutto fondamentale sviluppare un approccio incentrato sulla persona, che richiede consapevolezza e indipendenza nel determinare quali abilità apprendere, definendo l’ambito della conoscenza che si intendono acquisire e decidendo quanto tempo investire.

La missione di SIMTUR, attraverso movability, è garantire il più ampio accesso possibile alle opportunità: ciò richiederà non solo un cambiamento nel modo in cui l’istruzione e la formazione in futuro saranno finanziate, progettate e fornite, ma anche un importante cambiamento di mentalità.

sfondo (SIMTUR)

Mettere al centro le persone, non le automobili

SIMTUR opera tutto l’anno, quotidianamente, ai diversi livelli di governo centrale, regionale e locale, per rafforzare la capacità delle istituzioni di sviluppare e utilizzare indicatori di benessere nel disegno e nella valutazione di politiche territoriali, anche attraverso lo sviluppo di modelli partecipativi di valutazione del benessere dei cittadini.

Processi naturali, processi culturali, processi economici, politici e tecnologici modellano il cambiamento ambientale. Si propone l’esigenza di disegnare una società orientata verso modalità di trasporto e di spostamento in grado di diminuire gli impatti ambientali, sociali ed economici generati dai veicoli motorizzati.

Evidenziando l’importante cambiamento di sensibilità che sta avvenendo nel Paese, con movability attraversiamo la fase di gestazione di una grande trasformazione socioculturale che – grazie alle numerose e profonde interconnessioni esistenti – può generare cambiamento nel settore dei trasporti e della mobilità (di persone, merci e dati) ma anche produrre effetti in altri. Il motore di questo cambiamento sono le azioni sociali che incoraggiano gli italiani in movimento nella transizione verso la mobilità dolce, ovvero le forme di mobilità che mantengono le persone al centro.

Per facilitare questo nuovo “stile di mobilità” oltre le aree urbane è necessario colmare il divario del digital divide e accompagnare nuovi comportamenti già positivamente in atto. Come? Attraverso la costruzione di hub sociali, quali ad esempio fondazioni, associazioni e cooperative che riescano a coinvolgere attivamente e capillarmente le persone e gli stakeholder di un territorio nel compiere azioni socialmente utili nei settori della mobilità e dei trasporti, a servizio della comunità e dell’ambiente.

Nel contesto sociale italiano, le nuove istanze culturali e tecnologiche in materia di mobilità sono frutto di nuove consapevolezze: il mondo non è più un ambiente da cui ricavare solo risorse, seguendo una mera logica consumeristica e di cui l’uomo è parte integrante, ma una realtà da proteggere nella sua interezza anche e soprattutto, visto il “peso” del settore, nella scelta di una mobilità in chiave sostenibile.

movability nasce proprio da questa ritrovata coscienza, che affonda le proprie radici nelle varie conferenze sullo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e dalla condivisione degli obiettivi dell’Agenda 2030, per agire localmente nei diversi territori e produrre azioni volte alla diffusione di buone pratiche, mirando a raggiungere l’obiettivo della formazione di una rete di professionisti in grado di immaginare e progettare la mobilità di domani (“Experiencing the Future”).

ANALISI, RICERCHE, STUDI DI FATTIBILITÀ

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